Pagina:Poesie greche.djvu/64

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18. Di Anacreonte 1.

Non vo’ chi, sorbiti
  Più nappi, vuol liti,
  E insano si scaglia
  A cruda battaglia;
  Ben amo chi in mente
  Benigno e prudente
  Rallegra il suo core
  Tra i carmi e l’amore.

19. Rufino 2.

Una corona a te, Rodoclia, invio,
  Che di mia mano intessere voll’io.
V’è il giglio, v’è l’anemone, la rosa,
  Del narciso la foglia rugiadosa,
E la vïola fosca. Io la formai,
  Per te, che la superbia smetterai,
Poichè il mio serto deve sì fiorire,
  Siccome te, ma al pari anche appassire.

20. Del medesimo.

L’amor Melissa 3 nega, e il corpo tardo
  Grida che accolse in sè ben più d’un dardo.
Il passo ha incerto, affannato il respiro,
  Sotto i cavi occhi un violaceo giro.


  1. Dal Bergk, frammento.
  2. D’incerto tempo.
  3. Melissia nel testo.