Pagina:Poesie inedite di Silvio Pellico I.djvu/269

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E perocchè de’ secoli non volve
     Oscura nube di sua vita i fatti,
     Dir non possiamo: « Era d’un’altra polve,
     12Era di tempi al dolce errar men atti ».
     Dir non possiam: « Noi tal etade involve,
     Che irresistibilmente al mal siam tratti ».
     Ma ravvisiam come in orrendi tempi
     16Possan pur di virtù fulgere esempi.

Sotto il tempio gigante di Milano
     Un delubro contien la sacra spoglia;
     Colà viene il devoto da lontano,
     20E de’ commessi falli si cordoglia,
     E fede ha ch’ivi niun pregar sia vano,
     E torna speranzoso alla sua soglia;
     E narrato è di cuori, un dì perversi,
     24Che furono per sempre al ciel conversi.

Talora a quel delubro io discendea
     Dubbio su tutto, e quasi su Dio stesso,
     E lung’ora solingo ivi gemea
     28Da sciagurate passïoni ossesso,
     Poi vedea mover giù dalla scalèa
     Il poverel da’ suoi malori oppresso,
     Ch’appo il corpo del Santo s’inchinava,
     32E di lui la bëata alma pregava.