Pagina:Poesie italiane.djvu/25

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sgarbatezza, non men nelle cose della vita, che in quelle della letteratura. Di costumi più austero che altro, e dolce nondimeno di affetti. Nemico de’ minuti convenevoli, senza trasandarli; e solo, benchè usasse con tutti, tanto amante del conversare, quanto con persone usava di studio. Parco lodatore de’ moderni scrittori, e degli antichi, se lodar questi si possono soverchiamente, soverchio. Disapprovava per lo più col silenzio; e però, di contentatura difficile, ch’è quanto dire di gusto squisito, taceva spesso: ma volentieri con quelli, che più a sangue gli andavano, ragionava; chiaro sommamente come matematico, e non rade volte, come poeta,