Pagina:Poesie italiane.djvu/39

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S’egli, mosso a pietà del suo lavoro,
L’unico Figlio non mandava in terra
A vestir nel tuo sen le nostre spoglie.
Che perchè l’uomo a Dio potesse alzarsi,
85Ch’egli a lui s’abbassasse era mestieri,
E a sì gran volo gl’impennasse l’ali;
E se mestier non era, egli per certo
Si conveniva. Ed oh quanto sei grande,
Che chiudesti colui dentro al tuo grembo,
90Cui sono i vasti cicli angusto giro!
E quanto santa, cui de’ Santi il Santo,
Ed anzi pur la Santitade istessa
Non isdegnò di far suo proprio tempio!
Puro è lo spirto tuo, pura la carne,
95Quasi cristal, cui nulla macchia adombra.
Messo al tuo paragon l’avorio perde,
II bianco giglio, e ’l candido ligustro.
Men bianco è il latte, e men bianca è la neve,
Che scenda senza vento in giogo alpino.
100Tutta candida sei, tutta sei schietta,
Nè v’ha candor, che al tuo candor somigli.
Che di te dirò più? degna onde parli