Pagina:Poesie italiane.djvu/47

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per la stessa





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Chi è costei, che da’ begli occhi spira
Mista a ignoto venen tanta dolcezza?
Ch’ove li volge, ogni cor duro spezza,
E seco a forza prigioniero il tira?4

     Fugge dinanzi a lei superbia ed ira:
Onestà l’accompagna e gentilezza:
E virtù non conosce, o non la prezza,
Chi ode sue parole, e non sospira.8

     Rise di luce e di sereno il mondo,
Quando sì raro mostro in terra nacque,
A cui natura non formò il secondo.11

     Videla il patrio Fiume, e sen compiacque:
Ma non sì tosto il capo alzò dal fondo,
Che sospirando si tuffò ne l’acque.14