Pagina:Poesie italiane.djvu/62

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Non, tra le figlie di Sionne, in vano
Io sì bel grido di beltà diffondo;
Che così ’l corpo io serbo intatto e mondo,
18Come il trassi da pria fuor del Giordano.

     Ivi mi specchio, e di mia propria mano,
D’oliva, e gigli, e rose il crin circondo;
E se alcuno mi loda, io gli rispondo:
22Cotal mi fece il regnator sovrano.

     Quindi ei ne l’amor mio tosto s’invesca:
Ma perchè di ciò a lungo io non mi vante,
25De le mie suore alcuna a sè lo adesca.

     Io non però di là muovo le piante;
Se a talun vagheggiarmi non incresca
28Con affetto di sposo, e non d’amante.