Pagina:Polidori - Il Vampiro, Mattiuzzi, 1831.djvu/23

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non respirava che tenerezza e benevolenza, le altre che gli erano inviate da’ suoi tutori lo sorpresero altamente, e se prima la sua fantasia gli avea dipinto il suo compagno come invaso da un potere maligno, queste gli fean prova quasi decisa per dovernelo credere. Queste lettere lo esortavano ad abbandonare senza indugio il sedicente suo amico: affermavano che il carattere di quest’uomo era orribilmente vizioso: ch’ei possedea una forza d’irresistibile seduzione, per cui i suoi abbominevoli costumi riuscivano sommamente pericolosi alle società, cui egli contaminava colla sua presenza: aggiungevano essersi scoperto che il disprezzo che mostrava per le donne diffamate non derivava dal ribrezzo che sembrava ispirargli il loro perverso carattere, ma che soltanto per rendersi più grati i suoi sacrificj nefandi, esigeva che le sue vittime ed i complici de’ suoi delitti, dall’apice d’una immacolata virtù, precipitassero nell’abisso più profondo della degradazione e dell’infamia: finalmente che tutte quelle donne, ch’egli avea cercato di approssimare col pretesto di rendere omaggio al loro onore ed alla loro innocenza, dopo il di lui allontanamento s’erano levata la masche-