Pagina:Polidori - Il Vampiro, Mattiuzzi, 1831.djvu/29

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tere di Lord Rutwen. Pure egli ostinavasi a persuaderla che i timori da lei concepiti non erano che chimere, e nel tempo medesimo maravigliavasi di scorgere molti indizj che vieppiù eccitavanlo ad ammettere in Lord Rutwen l’esistenza d’un potere soprannaturale.

Aubrey si venne affezionando sempre più a Jante, ed il suo cuore fu vinto dalle attrative della di lei innocenza che contrastava così eminentemente colle ipocrite virtù che ostentavano le femmine, nella di cui società avea cercato di verificare i modelli di perfezione creati dalla sua fantasia; e benchè sorridesse al pensiero che un giovine educato alla inglese disegnasse di fare sua sposa una rozza fanciulla greca, pure ei sentiasi ognora più invaghito delle magiche forme che continuamente gli si offrivano allo sguardo. Più volte si decise di abbandonarla, e di recarsi solo in traccia di oggetti interessanti la curiosità d’un antiquario. Risolvea di partire, e di non ricondursi a lei finchè non avesse colto l’oggetto delle dotte sue investigazioni; ma quelle rovine avean perduto tutte le loro attrative, e la sua mente rifuggiva di arrestarsi su di esse, poichè sembrava tutta as-