Pagina:Polidori - Il Vampiro, Mattiuzzi, 1831.djvu/30

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sorta nella contemplazione di un’immagine che giammai lo abbandonava, e pareva essere divenuta la meta di tutti i suoi pensieri. Jante non era, conscia del di lui amore, e sempre gli si offriva con quelle sembianze d’ingenuità e di candore, le quali Aubrey avea tanto ammirate fin dal primo istante che la conobbe. È vero che ella mostrava di dividersi con pena da lui, ma ciò venia solo dal non potere priva della compagnia d’Aubrey recarsi più ai favoriti suoi recessi campestri, ne’ quali godeva spaziare mentre egli era occupato a delineare, o scoprire qualche frammento, sfuggito al dente distruggitore del tempo.

Per convincerlo dell’esistenza de’ Vampiri essa avea invocata l’autorità de’ genitori, che in compagnia di molti altri asseveravano solennemente l’istesso fatto. Pochi giorni appresso Aubrey si disponea ad intraprendere una nuova escursione, nella quale dovea intrattenersi parecchie ore. Quando i suoi ospiti l’udirono far menzione del sito che accingevasi a visitare, tutti ad una voce lo scongiurarono a dipartirsi pria che scendesse la notte; poichè per ricondursi al suo soggiorno dovea necessariamente attraversare un bo-