Pagina:Polidori - Il Vampiro, Mattiuzzi, 1831.djvu/32

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archeologiche occuparonle sì intensamente, che non avvide come già stava per consumarsi la luce del giorno, nè scorse sull’orizzonte una di quelle nebbie che nei climi meridionali così rapidamente si trasformano in tremendi ammassi di nuvole, e versano sulle sottoposte regioni tutto il loro furore. Alfine montò a cavallo studiandosi di emendare l’involontario ritardo con la velocità del corso; ma indarno. Nelle regioni meridionali il crepuscolo non dura che un istante, ed appena il sole è sceso all’occaso si fa notte. Quindi prima ch’egli fosse di molto inoltrato nel cammino, l’uragano già avea cominciato ad infuriare; il tuono cupamente reiterato dall’eco della selva, non mai restava, ed una pioggia spessa ed incessante lo sforzò ad aprirsi la via sotto i rami fronzuti del bosco, mentre il trisulco lampo sembrava strisciare a’ suoi piedi ed irradiarlo dell’azzurrina sua luce. All’improvviso il cavallo s’impennò, ed Aubrey in sua balìa, fu trascinato con terribile foga fra i recessi più ascosi della foresta. Il destriero rifinito dalla fatica al fine arrestossi, ed allora scorse al chiarore de’ lampi, com’egli era presso ad una capanna, che appena poteasi discernere fra gli ammassi