Pagina:Poliziano - Le Selve, 1902.djvu/253

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di angelo poliziano 237

una trincea; VII. Giove, vietato agli Dei d’intervenire nella guerra, pesa le sorti de’ Troiani e de’ Greci; e annunzia a questi con la folgore sciagure: i quali, riprese le armi, dopo vicende diverse, sono respinti nella trincea: accanto a quella i Troiani, guidati da Ettore, si accampano e accendono fuochi; VIII. Atterrito Agamennone del pericolo imminente, parla di fuga. Gli altri capitani gli fan cuore, e propongono un’ambasciata ad Achille perché torni alle armi: la quale riuscendo a vuoto, Diomede li conforta che faranno da sé; IX. Vegliando in gran sospetto Agamennone co’ suoi, spediscono esploratori nel campo troiano Ulisse e Diomede: i quali, incontrato Dolone, spia de’ Troiani, dopo presane notizia del campo nemico, lo uccidono; poi vanno alla tenda di Reso, re di Tracia, al quale, uccidendo pure lui e dodici de’ suoi, rapiscono (com’era voluto dai fati per la rovina di Troia) i cavalli. E salvi se ne tornano; X. Il giorno dipoi, attaccata la pugna, sconfitti in principio i Troiani, poi rincorati da Ettore, cacciano i Greci dentro il campo; e, incalzandoli, già sono per superare il muro fieramente difeso dai piú valenti de’ Greci. Ettore, lanciando un gran sasso, apre finalmente la via alle navi. Strage dei Greci, che pur seguitano entro il campo la difesa, e tengon fermo validamente; aiutati di nascosto da Nettuno, come i Troiani da Giove. Giunone, per dar agio maggiore a Nettuno, vestito il cinto di Venere e con l’aiuto del Sonno, addormenta Giove nelle sue braccia. I Troiani vengono con strage ributtati; finché Giove svegliatosi, sdegnato rinnova la loro fortuna: e già Ettore e i suoi sono col fuoco alle navi greche, alla cui difesa combatte eroicamente Aiace maggiore; XI, XII, XIII, XIV, XV. Intanto, dopo lunghe preghiere, Patroclo (nipote d’Attore), ottenute da Achille le sue armi e i cavalli, spaventa i Troiani; i quali, credendolo l’eroe, fuggono innanzi a lui dalle navi pericolanti. Patroclo, contro la raccomandazione d’Achille, li insegue in campo aperto, uccide Sarpedonte e mena strage fino alle porte di Troia: dove, conquiso da Apollo, ferito da Euforbo, Ettore lo uccide; XVI. Sul cadavere, disarmato, di Patroclo è da Menelao ucciso Euforbo (figlio di Pantoo) e si combatte accanitamente perché i Troiani nol