Pagina:Polo - Il milione, Laterza, 1912.djvu/81

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il milione 67


e a cavalli1, e in sulle carrette pongono loro femmine e lor fanciulli. E si vi dico che le loro femmine comperano e vendono, e fanno tutto quello che bisogna a’ loro mariti; però che gli uomeni non sanno fare altro che cacciare e uccellare e fatti d’oste. Egli vivono di carne e di latte e di cacciagioni; egli mangiano di2 pomi di faraone, che ve n’ha grande abbondanza da tutte parti; e mangiano carne di cavallo e di cane e di giumente e di buoi e di tutte carni, e beono latte di giumente. E per niuna cosa l’uno non toccherebbe la moglie dell’altro, perochè l’hanno per malvagia cosa e per grande villania. Le donne sono buone, e guardano bene l’onore di loro signori, e3 governano bene tutta la famiglia; e ciascuno può pigliare tante moglie quant’egli vuole, infino in cento, s’egli hae da poterle mantenere. E l’uomo dá alla madre della femmina, e la femmina non dá nulla all’uomo; e hanno per migliore e per piue veritiera la prima moglie, che l’altre. Egli hanno piú figliuoli che l’altre genti, per le molte femmine; e prendono per moglie le cugine4 e ogni altra femmina, salvo la madre; e prendono la moglie del fratello s’egli muore. Quando pigliano moglie si fanno gran nozze.

  1. Pad. e camelli.
  2. Pad. rati de faraone.
  3. Pad. fano tropo ben quel de besogna ala masaria de casa... L’omo dá dota ala madre de soa moier.
  4. Pad. Berl. e quando el padre è morto, el primo fio tuoi la moier del padre per soa moglier pur che la non sia so madre; ancora, morto el fradelo, tuoi la cugnada.