Pagina:Polo - Il milione, Pagani, Firenze 1827, I.djvu/190

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. se assai accurate notizie dai Missionari Gesuiti, rifiuto l’errore di crederla uu impasto delia spoglia crostacea delle conciligliele commendò il Gran¬ duca Francesco, che al suo dire, giunse a fabbricare porcellane non infe¬ riori alle cinesi(i). Di questa fabbricazione chiese notizie al Magalotti Leo¬ ne Strozzi da Roma,che di una di quelle stoviglie fece dono al Museo Kir- cheriano, la quale fu rammentata nella descrizione che ne fece il Buo- nanni (2). 11 lodato sig. Targioni in una sua relazione di minerali trovati nell’ Isola dell’ Elba (3), avverte che nella montagna di Rio, inesauribile cava di ferro, che rendè celebre l’isola agl’industrosi Fenicj , fra le va¬ ghissime cristallizzazioni ch’ivi si trovano, tanto pompose di splendide tinte, trovansi anche cristalli di quarzo biancastro,tal volta di rosso ocraceo, e talvolta argilla purissima, che conghietturò essere quella di cui si val¬ se il Granduca Francesco per fare la prima porcellana europea; ma pol¬ la ricetta da noi pubblicata appariamo,che il Granduca si valse di argil¬ la caolina di Vicenza. XII. Il sig. Targioni nel suo prezioso Museo conserva alcuni piatti della fabbrica del Grandnca Francesco, che nel citato opuscolo descrisse. Il padre suo, non me 11 celebre nelle scienze naturali, ne fece I acquisto all’occasione d’un improvvido scarto, fatto molti anni indietro, di cose pertinenti alla Regia Galleria. Questi piatti da me veduti sono di fondo bianco, ornati di dipinture a chiaroscuro, fatte con tinta azzurrina come usava il Poccetti, maniera di dipingere cui ei diede nome. Nel didietro di quelle stoviglie, e come marchio di fabbrica fu dipinto dello stesso colore (1) Ulisse Aldrovran li ( Museum Metallicum Bon. 1648. in fol. p. 2'5o, e a3i.) scrisse: anonnullis porcellana appellatur , aut fortassi?, quoniam aliqui arbitrati sunt , vasa porcellanica , non ex aliqua argillae specie, sed ex corticibus ULorurri maris conchiliorurn parari, quae vulgus porcellettas indigitat. Come dicemmo anch’ei congetturò , che i vasi murrini degli antichi fossero di porcellana : ma è inoltopiu probabile che tali fossero i falsi murrini, rammentati dall’autore del Pe¬ riplo dell’ Eritreo. Soggiunge poi l’Aldovrando ; quae ( vasa ) regi offerunt ( all’ im- peradore ) luteo tantum colore pinguntur. Ilaee vasa in nostris regionibus , defi¬ ciente tali argilla , et aqua memorata fabricari non possunt , nihilominus Magnus Hetruriae Dux , aeterne memoriae, Franciscus , hujusmodi vasa Chinensibus non inferiora fieri curavit . (2) Canalini Museum Rirkerianum Rom. 1709. p- -218. », Magnum Hetruriae » Ducem Franciscum vasa chinensibus similia , fieri curasse , lioet non adeo sub- » tilia » ; e prosegue a narrare, come uno thè ne possedeva il Musco da lui de¬ scritto, fu donato da Leone Strozzi . (3) Targ ioni: Minerali particolari dell’isola dell’ Elba; ritrovati , e raccolti da Giovanni Ammannali ( Fir. 1825. in 8.° p. 4-)