Pagina:Pontano - L'Asino e il Caronte, Carabba, 1918.djvu/119

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112 pontano

Sacro Collegio dei Cardinali, ha lasciato per testamento 30 mila fiorini d’oro a un suo bagascione...

Car. — E la gente li sopporta? e non li punisce?

Merc. — Vuoi dell’altro? Avvelenano anche con l’ostia consacrata...

Car. — Che orrore! Dio dovrebbe vergognarsi di aver tali ministri! E tu dici che tutto dipende dalla superstizione?

Merc. — Sì; è quella che lega le mani ai buoni. C’è da ridere a pensare p. es. alle femminucce del volgo, che si struggono per questa più che per quella immagine sacra dipinta; e la supplicano piangendo per cose da nulla, p. es. se una loro gallina od un papero han la pituita... E riempiono di queste sciocchezze l’animo dei loro bimbi, maschi e femmine. Ma che dico io di donnucole e di bimbi?! Se ogni giorno so di principi che ricorrono agli Dei perchè il falcone è volato troppo lontano, perchè il cavallo s’è storpiato un piede... come se gli Dei fossero allevatori d’uccelli o maniscalchi o veterinari... e dovessero guadagnarsi la vita con quel che ci guadagnano! Tant’è vero che tu potresti veder nelle chiese, appesi come ex-voto degli sparvieri d’argento, o dei cavalli, o dei pappagalli...

Car. — Vedo bene che l’uomo è un essere sciocco, e ben poco ragionevole...

Merc. — E tu vedrai appese davanti agli altari non solo gambe e mani di cera o di metallo, ma anche quelle parti oscene del corpo, che si vergognano poi di mostrare al medico.

Car. — Ma solo in Italia sono così superstiziosi?

Merc. — Fuori è forse peggio. Te ne dirò una che ho visto in una città della Germania. Devi sapere che la festa di S. Martino capita l’undici novembre, e coincide generalmente con la svinatura: dunque, in quel giorno bisogna che tutti siano