Pagina:Pontano - L'Asino e il Caronte, Carabba, 1918.djvu/21

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
14 pontano

varie usanze caratteristiche e dei vari costumi delle città d’Italia a que’ tempi. A Firenze, p. es., trova tutte le donne occupate a comparir belle, e gli uomini a fuggirle per non lasciarsi accalappiare; la cosa che gli piacque più, fu di vedere in ogni casa appesa una stadera, perchè le donne fiorentine non vogliono essere ingannate sul peso; i magistrati però ne han due di bilance, una per l’interno l’altra per l’esterno: due pesi, dunque, e due misure... Sul più bello, esce fuori Lucietto, il figlio del Pontano, che introduce una scena di gelosia materna assai comica. Dopo la quale arriva un cantastorie — sotto cui si nasconde lo stesso Pontano — e declama un lungo squarcio epico (più di 400 esametri!) sulla guerra di Pompeo contro Sertorio nella Spagna.


L’Azzio è dedicato al Sannazzaro (Actius Syncerus nel mutato nome accademico). Apre il dialogo un notaro, che sta scrivendo il contratto di compravendita d’una casa, e s’arrabbia per le correzioni che l’ignorante compratore gli vuol suggerire. Azzio è uno dei testimoni. Vi si parla molto di visioni e di sogni, della loro veridicità ed interpretazione (ciò che dà occasione a narrare molti fatti del tempo); — della grande corruzione del clero; — di metrica latina; — della origine della