Pagina:Postuma.djvu/111

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postvma. 111


     Chinato sopra l’erba io mi scalzai;
Ella avea gli occhi bassi e pur guardava;
La presi in braccio e dentro all’acqua entrai...
Io me la presi in braccio, io che l’amava!
Così la prima volta mi serrai
Forte contro al suo sen, che palpitava
Come una colombella spaurita
48Palpita nella man che l’ha ghermita.

     O bei piedini così ben calzati,
Per non guardarla in viso io vi guardava,
Per non veder quegli occhi spaventati
Dove il sorriso col timor lottava!
Sotto a’ miei diti stretti ed agitati
Cedea la carne e il busto scricchiolava
E l’alito gentil del suo sorriso
56Caldo e procace mi saliva al viso:

     E si serrava al petto mio, mettendo
Ad ogni passo un riso di spavento,
Ed una ciocca di capegli, uscendo
Di mezzo all’altre, m’irritava il mento.
Le vidi in viso balenar fuggendo
Il riflesso dell’acqua, e in quel momento
Divenni forte e non v’ho più guardati,
64O bei piedini così ben calzati!