Pagina:Primi poemetti.djvu/226

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206 italy


E tendeva col subbio e col subbiello
altre fila. La bimba, lì, da un canto,
196mettea nello spoletto altro cannello.

Stava lì buona come ad un incanto,
in quel celliere dalla vòlta bassa,
199Molly, e tossiva un poco, ma soltanto

tra il rumore dei licci e della cassa.


ix


Tra il rumore dei licci e della cassa
tossiva, che la nonna non sentisse.
203La nonna spesso le dicea: “Ti passa?„

Yes, rispondeva. Un giorno poi le disse:
“Non venir qui!„ Ma ella ci veniva,
206e stava lì con le pupille fisse.

Godeva di guardare la giuliva
danza dei licci, e di tenere in mano
209la navicella lucida d’oliva.

Stava lì buona a’ piedi d’un soppiano;
girava l’aspo, riempìa cannelli,
212e poi tossiva dentro sè pian piano.

Un giorno che veniva acqua a ruscelli,
fissò la nonna, e chiese: “Die?„ La nonna
215le carezzava i morbidi capelli.