Pagina:Primi poemetti.djvu/225

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italy 205


Diceva: “Andate a letto, io vi raggiungo„
Vedea le mille fate nelle grotte
174illuminate. A lei faceva il fungo

la lucernina nell’oscura notte.


viii


Pioveva sempre. Forse uscian, la notte,
le stelle, un poco, ad ascoltar per tutto
178gemer le doccie e ciangottar le grotte.

Un poco, appena. Dopo, era più brutto:
piovea più forte dopo la quiete.
181O ferraiuzzo, piccolino e putto!

Ghita diceva: “Madre, a che tessete?
Là, può comprare, a pochi cents, chi vuole,
184cambrì, percalli, lustri come sete.

E poi la vita dite che vi duole!
C’è dei telari in Mèrica, in cui vanno
187ogni minuto centomila spole.

E ce n’ha mille ogni città, che fanno
ciascuno tanta tela in uno scatto,
190quanta voi non ne fate in capo all’anno„

Dicea la mamma: „Il braccio ch’io ricatto
bel bello, vuole diventar rotello.
193O figlia, più non è da fare, il fatto„