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Nuove comunicazioni per mezzo di Canali, di
Bastimenti a vapore, di Strade e Ponti
di ferro.


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Primo pensiero di una strada di ferro tra Firenze e Livorno.


Nel N.° 38 del Giornale Agrario che, ad onor di Toscana e d’Italia tutta, si pubblica dai Georgofili di Firenze troviamo molti eccellenti scritti di sociale economia; fra i quali uno di R. Lambruschini sul frutto dei capitali; uno di Napoleone Pini sulla proprietà letteraria; uno di Leonida Landucci sulle cause del dissesto economico dei possidenti toscani; uno di Jacopo Fabroni sulla mutua assicurazione del bestiame, e uno finalmente di Fabio Andreini sulle strade di ferro. Ci ristringiamo a recare un brano di quest’ultimo perchè allude a un progetto di strada ferrata tra Firenze e Livorno; il quale farà forse meraviglia a tutti quelli che desiderano ancora in quel paese l’instituzione delle Diligenze. Ci duole di non poter qui recare un estratto di tutti gli altri succitati scritti; i quali provano con quanto zelo in Toscana si coltivi la buona scuola economica già fondata dal
Bandini. Il solo regno di Napoli può per numero e opportunità di scritti economici contendere la palma; mentre questi studj caduti omai in grave languore nella nostra città, sembrano poi nel resto d’Italia pressocchè obliati.

C.

“Sopra questo particolare, dice il sullodato sig. Andreini, avremo, quanto alla Toscana, dei dati certi dagli studj che presentemente fanno dotte persone intorno alla convenienza che vi sarebbe a stabilire una strada di ferro da Firenze a Livorno. Benchè tali studj non siano terminati, pure già possiamo esser quasi sicuri che il commercio fra queste due città è abbastanza considerabile perchè metta il conto di stabilirla; può inoltre credersi che la somma celerità dei trasporti aumenterebbe in seguito la quantità delle merci provenienti dalle parti di Bologna e di Modena, e dall’Adriatico per la nuova strada Aretina, e per quella ch’è per aprirsi per la vallata del Montone a traverso la Romagna toscana: tutte cose che