Pagina:Progetto di una ferrovia da Treviso per Feltre e Belluno.djvu/2

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666 PROGETTO DI UNA FERROVIA

trario, da tratte rettilinee di M. 60 almeno. Credo pure, che dovranno tollerarsi pel suo sviluppo delle contropendenze, purchè non oltrepassino la lunghezza di uno o due Chilometri e la acclività dal due al tre per mille, e purchè succedano a lunghe o sentite discese. Tali contropendenze non hanno in pratica sensibile effetto nocivo alla trazione, potendo sulle contropendenze stesse consumarsi parte della forza accumulata per solo effetto di gravità nelle discese antecedenti. La massa delle merci discendenti come minerali, carbone, calci, assami ecc. superando in peso ed in volume quella delle merci ascendenti che sono i grani, i vini e le stoffe; le forti pendenze in discesa anzi che recar nocumento all’esercizio, serviranno a formare un certo equilibrio di trazione tra l’andata ed il ritorno, e le strette curve, se potranno limitare alquanto la velocità dei convogli, non saranno per rendere difficile e tanto meno pericoloso il suo percorso. Un altro risparmio si potrà ammettere nella costruzione di questa linea, ed è quello di adottare nei ponti di maggiore lunghezza delle impalcature di legno, prevalendosi dell’eccellente materiale che somministra largamente la vallata stessa, e di predisporre con egual materiale i magazzini, le rimesse e le altre parti accessorie delle Stazioni. — Tali costruzioni di carattere provvisorio potendo avere una presumibile durata di una decina di anni potranno venire in seguito supplite in muratura coi risparmii dell’esercizio conseguenti al graduale incremento naturale dei prodotti della strada.

Però la soprastruttura della strada, vale a dire la robustezza e le dimensioni generali dell’armamento non potranno staccarsi da quelle impiegate nelle ferrovie di ordine primario, sia per poter renderla accessibile ai carri dei tronchi a cui fa capo, sia pel bisogno di far uso di pesanti locomotive proporzionate appunto alla non ordinaria pendenza del 10 p. 00/00, ritenuta adottabile per raggiungere lo scopo della massima economia di primo impianto.

Questa linea può dividersi in due grandi Sezioni, la prima da Treviso al Molinetto di Pederobba dello sviluppo di circa Chilometri 33, la quale conserva il carattere d’una linea di pianura, e la seconda che costeggia la vallata del Piave da Pederobba a Belluno dello sviluppo di circa Chilometri 47 e che può considerarsi nelle condizioni di una strada di montagna.

Senza entrare in troppo grandi sviluppi di dettaglio, per i quali mi mancano i dati di fatto, che non si possono avere che da diligenti rilievi planimetrici, verrò esponendo le considerazioni tecniche che mi si presentarono nel percorrere il terreno, per scendere poi ad esporre il chiestomi calcolo approssimativo della spesa. L’unito schizzo planimetrico (Tavola 17) tolto dalla gran carta del Lombardo Veneto edita dall’Istituto Geografico militare nella scala 1/86,000 servirà a schiarire quanto sono per esporre.

SEZIONE I. da Treviso a Pederobba. — La linea dovrà diramarsi da quella di Venezia ad Udine alla stazione di Treviso. Fu posto innanzi il dubbio se per evitare la costruzione di un nuovo ponte sul Sile e per abbreviare la traccia