Pagina:Progetto di una strada a guide di ferro da Venezia a Milano.djvu/17

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La terza nel varco tra le Alpi ed i Berici, dall’Alpone al Retrone, in mezzo al quale torreggia l’alveo del Guà.

52. Da quelle tre prominenze si scende:

Dalla prima, poco verso l’Adda e Milano, molto verso il Mincio.

Dalla seconda, poco ed uniformemente verso il Tione, molto e rapidamente verso l’Adige.

Dalla terza quasi egualmente, ed in modo pari, da ambo i lati all’Alpone, al Retrone.

53. La collina che fa bello Campo Marzio, ed adorna a sud la città di Vicenza, sorge in riva ai due fiumi Bacchiglione e Retrone, dei quali questo è un influente di quello.

[Bacini ad argini tra cui scorrono i fiumi che intersecano.]

54. Nella parte superiore della linea i fiumi, che interseca, scorrono in bacini larghi e profondi, come quelli dell’Adda, dell’Oglio, del Chiese, del Mincio, dell’Adige. In quella inferiore in alvei elevati e chiusi tra alti argini, come l’Illasi, Mezzane, Acquetta, Guà, Retrone, Bacchiglione, Brentella, Brenta.

55. Il terreno più incerto, le maggiori piegature, le maggiori cavità sono, come fu già accennato al §. 32, tra l’Adige e l’Alpone. Per tutto poi vi è un suolo discontinuo, ondeggiante, intersecalo da strade, solcato da canali d’irrigazione e di scolo.

[Quanto si cali da Milano a Venezia, dove e quale il punto più alto che si varca in cammino.]

56. Da Milano a Venezia si cala metri 122,971, contando dalla soglia della porta di mezzo del duomo di Milano, alla soglia della chiesa di S. Lucia in Venezia: ma non si cala uniformemente, continuamente, come è facile il pensarlo, come il detto ed i profili di livellazione dimostrano, si cala in somma, ma in cammino ora si cala ed ora si sale.

57. Il luogo più alto a cui si giugne, la strada da Rovate a Bergnana (§. 51) supera Milano di metri 23,289; e quindi sovrasta di metri 146,260 la soglia della chiesa di S. Lucia in Venezia.

[Riflessi premessi alla determinazione delle pendenze; pendenze dell’intiera linea, e limiti tra cui stanno.]

58. Così visto ed analizzato il terreno furono determinate le inclinazioni del piano superiore della strada, premessi i seguenti riflessi:

aver pendenze che non superino il tre per mille: minori anzi per tutto ove fosse possibile;

ove al tre per mille si giugne, ajutarlo con una immediata contropendenza;

evitare i passaggi sotterra, cioè correre all’aperto finché si può;

passar sopra, finché si può, a tutte le correnti di acque;

i fiumi attraversarli a tale altezza che le attuali navigazioni non s’inciampino;

porsi colla elevazione del piano stradale sopra il pelo delle allagazioni eventuali dei fondi;