Pagina:Prose e poesie (Carrer).djvu/302

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Appena un poco di luce si fu intromesso negli spiragli della capanna Ircano si tolse di là ov’era giaciuto la notte, e postasi indosso la lunga vesta, e allacciatisi con diligenza i calzari, portossi all’aperto, che la moglie e i figliuoli dormivano tutti tranquillamente. E come appena avea messo il capo fuori della capanna vide il viandante che se ne stava per partire. A cui fattosi presso: — • Sebbene, gli disse, tu non abbia voluto che i tuoi sonni fossero protetti dal mio tetto di vinchi, e le tue membra ristorate al tepore delle morbide lane che io tengo apparecchiate a’ miei ospiti colà entro, forse che non sdegni, prima di porti nuovamente in cammino, gustare del latte che mi dà ogni mattina una piccola greggia, che tengo custodita da canto alla mia capanna. — Duolrai, riprese il viandante, dovermi rifiutare anche a questa tua ofTerta. Tu sei un ospite generoso, non che di pelli e di latte, d’ogni più dolce accoglienza al viandante, e lo scontrarsi in una faccia pari alla tua è proprio una benedizione pel pellegrino; ma l’acqua che sprizza di quella roccia sarebbe d’avanzo alla mia sete. Però rimanti colla tua offerta, e quantunque soverchia, ti sia rimunerata dal cielo. Ciò detto si rimetteva sulla sua via.

Ircano si tacque tra curioso e maraviglialo, e fatti due passi, alzò un poco la voce, dicendo: — E tu partirai, dunque, o viandante, che io non ti abbia stretta la mano, e domandato il tuo nome, e il luogo dove tu alberghi; affinchè se ne