Pagina:Proverbi, tradizioni e anneddoti delle valli ladine orientali.djvu/80

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më́is a dessagrá1 con bůr2 attʼ, quʼ an nʼ alsa di. Mo appë́na quʼ ëi â fatt l mal, la capèlla coi famë́is va sott tĕ térra e tla bůgea devë́ntel n léc. A gi dʼ invér a fegn illó con bòs, vèghen lu̥mz e fůc, sdlominan, quʼ an mëss pa sĕ signè dër bèll, scĕ no nĕ sʼ intòppen pa pro tablè.



La Madonna dela difésa d’Ampez.

Dan pássa3 mil an’fó revà i Longobardi ite per Chadúra fina t’Ampéz per robe, borse jù dùt e copé la pura gent. I puri Ampezzan’, qué fó la òta de puri fameis la maiú pért, sé la odóa desperada; éi né savóa più mèssi per sé defénné. Te quella desgrazia quiri aiiit prò la Madonna e no de ban. N grum de nemici rùa ite t’ia vai, in quél moment vegnel n bùr nio fòsc sùra dùt 1 lue. I nemici i la tacca ai Ampezzan’, qué l’èssa tos perdùda e scomencià a sen sciampé; mo

cappella, che da pastori fu profanata con brutti atti da non potersi riferire. Appena questi però ebbero commesso il male, furono subbissati assieme alla cappella, nella cavità della quale si formò ora un lago. Quando r inverno avanti questo luogo si passa per condurre a casa il fieno4 , si vede un chiarore di lumi e di fuochi, cosichè bisogna segnarsi con tutta divozione, se si vuol ritrovare il proprio fenile.

La Madonna della difesa d’Ampezzo.

Avanti più di mille anni i Longobardi per la via di Cadore giunsero fino in Ampezzo per rubare e bruciare tutto, e per uccidere la povera gente. I disgraziati Ampezzani allora in gran parte ancora poveri pastori, erano ridotti alla disperazione e non conoscevano più mezzo di difendersi. In questo frangente essi chiedono aiuto alla Madonna e non in vano. Una turba di nemici arriva nella valle ed ecco che in quel momento nuvole nere cominciano a coprir tutto il

  1. l’opposto di»consagré, cfr. Glos.
  2. bùr = bùrt’.
  3. Invece di, pássa si aspetterebbe, passá, però non si usa che il presente.
  4. V. a. d. fieno raccolto nell’estate, che sino alla stagione nevosa rimane sulla montagna nel fenile.