Pagina:Pulci - Morgante maggiore II.pdf/164

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canto ventesimosecondo. 161

94 Ah, disse Orlando, così far mi piace;
     Ma che tu ci facessi alcun oltraggio
     In altro modo, il pensier tuo fallace
     Sarebbe, e poco onor del tuo legnaggio;
     A questo modo si farà la pace:
     E parli, Diliante, or come saggio,
     Chè Aldinghieri è ver ch’uccise il Veglio,
     Ma la battaglia non potè andar meglio.

95 Non vi fu inganno ignun, nè tradimento,
     E vendicato fu, per Macometto.
     Disse Aldinghieri: Io il so, chè me ne sento,
     Che fu’ portato per morto in sul letto.
     Adunque, Diliante, sia contento,
     Diceva Orlando, far come tu hai detto;
     E ’n questo modo sarai commendato,
     Però che ’l Veglio ci resta obbligato;

96 Ed ebbe in Babillona sepultura
     Come e’ fu certo, al mio parer, uom degno,
     E piango ancor la sua disavventura.
     Io ho cercato del mondo ogni regno,
     Per mar, per terra, e spesso l’armadura,
     Per non aver danar, lasciato ho pegno;
     Ma tradimento mai, nè inganni, o frodo
     Non troverrai ch’io facessi a ’gnun modo.

97 Non si costuma tradimenti in Francia;
     Come Aldinghier t’ha detto, è proprio il vero,
     E chi dice altro, di’ che sogna o ciancia:
     Costui vi venne come forestiero,
     Nol conosceva, uccisel colla lancia
     A corpo a corpo, come buon guerriero;
     Ed era Saracino, e lui Cristiano:
     Dunque Aldinghier non ci ha colpa, nè Gano.

98 Domattina provate insieme l’armi,
     Se pure alcuna ruggine ci resta.
     Rispose il Saracin: Mille anni parmi
     Che noi siam colla lancia in sulla resta:
     A questo modo almen potrò sfogarmi.
     Diceva Gano, e crollava la testa:
     Tu mi di’ traditor, ma sia in buon’ora;
     Forse con meco giostrerrai ancora.