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IL MORGANTE MAGGIORE.




CANTO DECIMOTTAVO.




ARGOMENTO.

     Rinaldo assente, condanna il Soldano
Alla forca Ulivieri e Ricciardetto.
S’arrosta Orlando, e non s’arrosta invano,
Perché in aria non facciano un balletto.
Rinaldo arriva, ed il Veglio montano
Al Soldan che basisce ammacca il petto.
Morgante s’accompagna con Margutte,
Gran professor di cose inique e brutte.


1 Magnifica, Signor, l’anima mia
     E lo spirito mio di tua salute:
     E tu, per cui fu detto Ave Maria,
     Esaltata con grazia e con virtute,
     O gloriosa Madre, o Virgo pia,
     Coll’altre grazie che m’hai concedute,
     Aiuta ancor con tue virtù divine
     La nostra storia, infin ch’io giunga al fine.

2 Io dissi che ’l Soldan mandato avea
     Al re Gostanzo, e scritto che venisse
     A veder la giustizia che facea;
     Ma come il messo par che comparisse,
     Subito il re la lettera leggea,
     E ’ntese quel che ’l traditore scrisse:
     La lettera ad Orlando pose in mano,
     Dicendo: Questo ha scritto il tuo Soldano.

3 Quando ebbe tutto inteso il conte Orlando,
     Si volse al re Gostanzo sbigottito,
     E disse: A Dio e a te mi raccomando:
     Vedi come il Soldan m’ha qui tradito;
     Aiuto in questo caso ti domando.
     Rispose il re: Tu non arai servito
     A questa volta ingrato, Orlando mio,
     Ch’io ti darò soccorso, pel mio Dio.