Pagina:Raccolta di proverbi bergamaschi.djvu/21

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AMICIZIA.


A l’amìc pélega ’l fic, al nemic pélega ’l pèrsecAll’amico monda il fico, al nemico la pesca — Dicesi perchè la buccia del fico è dannosa, e quella della pesca è salutare.
As’ gh’à töć chi öl bé e chi öl mal — Un Rispetto toscano dice pure: C’è sempre chi vuol bene e chi vuol male, cioè ognuno ha i suoi amici ed i suoi nemici.
Bisognerès viga di amìs ac a ca del diaolBisognerebbe avere degli amici anche a casa del diavolo — perchè Gli amici sono buoni in ogni piazza (Tosc.).
I amìs s’ i conòs in d’ i bisògnAl bisogno si conosce l’amico — La sventura è veramente la pietra dì paragone dell’amicizia. È degno di essere ricordato il seguente proverbio di Val Bregalia: Incùr ca la borsa à pers al flaa tüc i amìs as’ fan malaa; incùr ca ’l fiaa a i turna ent, tüc i amìs a s’ fan parént — Quando la borsa ha perduto il fiato, tutti gli amici si fanno ammalati; quando il fiato torna dentro, tutti gli amici si fanno parenti.
I veri amìs i è rar comè i mosche biancheI veri amici sono rari come le mosche bianche — perciò Qui invenit amicum, invenit thesaurum.
L’interès rómp i amicissieL’interesse rompe le amicizie — ed anche fa commettere le più cattive azioni.
Solć e amicissia i romp ol còl a la giöstissiaQuattrini e amicizia rompono il collo alla giustizia — Il Davanzati, nella lezione delle monete, dice: Rocca non è sì forte che non la sforzi un asinello carico d’oro.