Pagina:Raimondo Montecuccoli, la sua famiglia e i suoi tempi.djvu/179

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gesuiti, potenti in quella corte; uno de’ quali, il padre Pagano, venne da Claudia il 5 agosto del 1639 mandato a Vienna: dove con acerbe parole dichiarò all’imperatore volere l’arciduchessa tolto dal suo servizio il conte Girolamo, tacendo le ragioni vere che a quel passo la inducevano. Né certo gli manifestò il gesuita che lo zelo di Girolamo pel servigio imperiale riesciva di soverchio incomodo all’arciduchessa, vogliosa di fare da sé nelle cose spettanti al Tirolo, laddove Girolamo doveva pur molto ingerirsene per desiderio dell’imperatore. Furono invece addotti pretesti ad onestare la risoluzione di Claudia; un dissenso, tra gli altri, manifestatosi fra il Montecuccoli e un cortigiano di lei. Dissimulava essa frattanto ciò che covava nell’animo, secondo lo stesso Girolamo diceva; avendo anzi scritto all’imperatore in lode e in favore di lui, il che non parrebbe credibile se non si supponesse aver essa voluto con questo procurargli altro officio che da lei onorevolmente lo allontanasse. Avvedutosi però Girolamo di quanto contro sé si tramava, e temendo anche, come ebbe a confessare, per la sua vita, trasse a Vienna; e colà lo trattenne l’imperatore, senza permettergli da prima di rinunziare, come voleva, il carico di maggiordomo alla corte d’Innsbruck. Se non che insistendo egli, l’imperatore con una lettera, della quale trasse copia il Gregori, che è del 31 ottobre di quell’anno 1639, esponeva a Claudia aver ceduto alle preghiere di Girolamo, esonerandolo per quanto a sé apparteneva dall’officio che esercitava, “sebbene” così proseguiva l’imperatore “non dubiti che ancora per l’avvenire avria potuto nella tutela prestare buoni e amichevoli servizi”. Le chiedeva poscia si compiacesse di concedere al Montecuccoli la licenza “da lui tanto desiderata”, e tenesse poi ricordo dei fedeli ed utili servigi che prestati aveva nella tutela. Indirizzava al tempo stesso a Girolamo un rescritto onorevolissimo, in italiano, che ci piace riportare in nota , assegnandogli una pensione annua di mille fiorini. Che nondimeno l’ingratitudine di Claudia tornasse acerbissima al conte ritrar si può da due lettere del marchese