Pagina:Replica del dottor C. Cattaneo alla Risposta dell’ing Giovanni Milani.djvu/6

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278 REPLICA ALLA RISPOSTA

il fatto sta che non si sarà accorto esso in Vienna nel novembre 1838, ma il signor cavaliere Donegani in Milano. E avrà avuto la bontà di mostrarglielo; e gli avrà usato l’indulgenza di lasciargli tagliar fuori questa, ed altre, e non poche, pagine del suo manoscritto; cosicché avesse a fare men meschina figura nei susseguenti Offici civili e militari; e potesse poi millantarsi d’aver avuto l’approvazione; e vantarsi ingratamente d’aver confuso i suoi giudicatori, cioè quelli che lo avevano salvato; e in virtù di questa pretesa approvazione potesse riscuotere le 16 mila lire di premio che i direttori gli vollero prodigare a carico degli azionisti, — tuttochè sapessero bene benissimo che il suo progetto non era lodevolmente compiuto, e anzichè approvato, era riprovato, e per quanto si poteva rifuso; — tuttochè noi ne avessimo dato notizie agli azionisti nel primo numero di questo giornale; — tuttochè i direttori, senza negare il fatto della disapprovazione ci avessero presso l’Autorità fatto carico di quello scritto come inteso a screditare l’opera, mentre noi miravamo solo a rompere in tempo la cabala che involgeva gli azionisti, e della quale ora si colgono i maturi frutti. Per diminuire quel colossale errore, il signor Milani volse il granito in pietra scempia, e confessò per giunta un altro errore: «Un errore di scritturazione; si scrisse larghi 0m,50, in luogo di 0m,30 (Alleg. cc. pag. XXIX). Del granito ben ci si ricorda; ma della pietra scempia non avevamo udita menzione fino a quest’ora; ed è pure un vocabolo che resta facilmente impresso; e non possiamo credere che, mentre il canale che costeggia a breve distanza la linea da Milano fino all’Adda vi poteva recare i solidi graniti del Lario, convenisse trasportarvi una misera calcarea fin da Verona. E se oltre alla sottigliezza delle lastre, e alla soverchia loro lunghezza, si doveva togliere loro due quinti della larghezza, e il nervo della materia, non sappiamo come avrebbero potuto reggere al peso della locomotiva, senza esserne stritolate tutte dal primo all’ultimo pezzo.

Il sig. Milani nega indarno d’aver preso dal progetto Meduna quanto di meglio egli propose intorno al gran ponte. Nella vastità dell’intervallo tra Mestre e Fusina e l’uno e l’altro capo di Venezia egli scelse al passaggio la stessa barena lo stesso Canal Calombola, e per le stesse