Pagina:Richmond - La figlia del lattaio.djvu/27

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

23

gno militare camminava al mio fianco, e mi consolò con diverse pie conversazioni. Egli mi diede diverse rimarchevoli testimonianze dell’eccellente disposizione della figlia del lattaio, come apparvero da diversi discorsi ch’ella ebbe con lui.

“Ella è un diamante risplendente,” disse il soldato, “e ben presto brillerà più di qualunque diamante della terra.”

La conversazione ingannò la distanza, e raccorciò il tempo; dimodochè ci trovammo senza accorgercene vicinissimi alla capanna del lattaio.

Più ci avvicinavamo, e più il silenzio regnava fra noi.

I pensieri della morte, dell’eternità e della salvazione occuparono la mia mente, alla vista della casa ove giacea una credente moribonda; e non dubito punto che nei medesimi pensieri si trovasse l’animo del mio compagno.

Non un oggetto vivente si vedea al difuori della capanna, se si eccettua il cane del lattaio che faceva una specie di muta sentinella sull’uscio, giacchè non abbaiò al mio arrivo com’era solito di fare. Pareva partecipasse al duolo e al dispiacere della famiglia, e non voleva disgustarla con un penoso ed inutile all’arme. Si avanzò verso la porta del giardino, e quindi volse lo sguardo verso la casa come se fossegli nota la tristezza che in essa regnava. Pareva dicesse: “Camminate pian piano sul limitare di una casa di lutto; poichè il cuore del mio padrone è immerso nel dolore.” Una solenne serenità appariva tutto intorno a questo luogo. Io aprii cautamente la porta, e niuno comparì; tutto era silenzio. Il soldato mi seguiva, finchè arrivammo a’ piedi della scala.

“Sono venuti,” disse una voce ch’io riconobbi per quella del padre; “sono venuti.”

Egli comparve sulle scale, ed io, senza parlare, gli porsi la mano. Entrando nella camera di sopra, vidi la madre ed il fratello di Elisabetta sorreggendo la molto amata sorella e figlia. La moglie del figlio stava seduta mesta e piangente vicino ad una finestra, tenendo un piccolo fanciullo fra le braccia; due o tre altre persone si trovavano nella camera eseguendo alcuni servi-