Pagina:Richmond - La figlia del lattaio.djvu/31

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

27

Io appresi da te, come in un puro specchio, chi è che principia, continua e finisce l’opera di fede e di amore. Gesù è tutto in tutti, Egli deve essere e sarà glorificato. Egli guadagnò la corona, ed Egli solo è degno di portarla. Guai! guai a chiunque tenta usurpar la minima parte della sua gloria! Egli solo salva, e salva all’estremo. Addio, amata sorella nel Signore; la tua carne ed il tuo cuore periscono, ma il Signore Iddio è la forza del cuore, ed Egli sarà la tua dote in eterno.”

Io fui presto invitato ad assistere al funerale della mia amica, che morì pochi momenti dopo la mia visita. Molti piacevoli sebbene malinconici pensieri si connettevano all’adempimento di questo funebre uffizio. Io rammentai tutte le numerose ed importanti conversazioni ch’ebbi nel passato con lei; ma queste non poteano esistere più a lungo sulla terra. Io feci riflessioni sulla natura dell’amicizia cristiana, sia essa pure fatta in un palazzo od in una capanna; e fui grato a Dio che mi lasciò godere di un tanto privilegio coll’oggetto di questo racconto. Ma penoso ad un tratto surse nella mia mente il pensiero di non poter più udire le verità del cristianesimo, pronunziate da colei che tanto si dissetò coll’acqua della vita. Ma il ribelle mormorio fu soppresso da questa potente considerazione: “Ella andò all’eterno riposo: potrei io desiderare di richiamarla in questa valle di lagrime?”

Come io m’avvicinava alla casa ove giaceano le sue spoglie che si preparavano a discendere nella tomba, il suono lugubre d’una campana colpì il mio orecchio. Partiva da una chiesa del villaggio nella valle; era l’avviso del funerale della povera Elisabetta. Il suono solenne sembrava proclamare ad un tempo e la benedizione della morte per chi morì nel Signore, e la necessità ai viventi di ponderare bene queste cose, fermarle, e scolpirle nel cuore.

Entrando nella capanna, vidi alcuni amici cristiani che vi si radunarono per rendere il loro estremo tributo di stima e di affezione alla figlia del lattaio.

Fui però invitato a passar nella camera vicina, ove si trovavano i parenti ed alcuni altri conoscenti che per