Pagina:Ricordi e documenti delle biblioteche popolari Livornesi dalla loro fondazione a tutto il 1869.djvu/67

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

( 61 )


sempre accesa in loro la fiamma dell’intelligenza. L'operaio sappia che il libro è il miglior modo di aguzzar l'intelletto; che colla lettura riesce più facile l'apprendere e il richiamare alla memoria le cose apprese; che con questo mezzo si dà quasi forma e corpo ai pensieri e alle idee. Sedotto che sia dalla lettura, verrà stimolato dal desiderio di più sapere e ben presto se ne invoglierà a tal segno che gli riuscirà cara, e dopo le fatiche e nelle ore d’ozio la riprenderà volentieri e farà di essa il suo unico e miglior passatempo. La lettura allora sarà divenuta per lui il pane dello spirito, e servirà a ridestargli nell'animo sentimenti di fede intemerata e ferma, di morale onesta ed operosa, lo toglierà dall’indigenza e ne formerà un buon cittadino, utile a sé stesso ed alla società, capace del sentimento della propria dignità, di tutti i doveri che essa impone, della libertà.

Fino ad ora ho parlato di lavoro intellettuale; ma io non intendo che questo debba esser disgiunto da quello materiale. No, perchè col lavoro si onora la patria, pel lavoro ogni affanno si assopisce, pel lavoro ogni fatica è dolce, pel lavoro si perfeziona l’uman genere.

L’illustre mio maestro Pietro Thouar diceva che il lavoro

«È al Signor incenso grato».

Il lavoro, miei buoni popolani, è la sorte assegnatavi in questa terra, lo strumento d’ogni vostro bene, quindi un dovere verso di voi medesimi. Lavorale, perchè dov’è lavoro non è miseria; il lavoro è sole e dov’entra questo, è luce, è vita. Nell’ozio non alligna la vita, non fiorisce la famiglia, non prospera la società. I nostri avi fino a che furono laboriosi, furono i dominatori del mondo; quando si diedero all’ignavia ed all’ozio, divennero schiavi, il sacro amore di patria si spense, caddero nella più squallida miseria, furon trastullo di forestieri. Ma, vi ripeto, quando parlo di lavoro, non voglio dir soltanto di quello della mano, ma ancora di quello dell’intelligenza. Date lame alla mente, mentre opera il braccio. Il lavoro tanto intellettuale, quanto manuale apporterà ricchezza e sarà splendore e gloria alla patria. Ma tutto questo sarà frutto dell’intelligenza che dev’essere