Pagina:Ricordi storici e pittorici d'Italia.djvu/268

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andò soggetta nel corso dei tempi alle più grandi mutazioni, e può porgere nella sua solitudine i più spiccati contrasti della umana natura. Tutti i vizi, tutte le iniquità del dispotismo si erano venute annidando colà dove un pio gruppo di santi anacoreti aveva cercato l’allontanamento dal mondo, ed un asilo tranquillo per la preghiera. Nerone e Benedetto avevano cercato ivi rifugio, ed ora stavano in quella valle dell’Anio cacciando, e perdendo le notti in orgie continue i Borgia, macchinando in quella solitudine i piani ambiziosi del loro avvenire.

La memoria del Borgia non fu raccomandata alla pubblicazione di opere dotte, siccome quella del suo predecessore; però il suo nome vive tuttora nel palazzo presso il castello. Desso ne costrusse un’ala nel 1476 colla torre quadrata che tuttora sussiste. Scorgonsi tuttora le sue armi sulle mura all’esterno, ed un’iscrizione accenna che il cardinale Rodrigo fortificò Subiaco, per proteggere i monaci e la badia, non che a sicurezza degli stati limitrofi della chiesa romana. Sedici anni dopo fu innalzato al soglio pontificio. Pagò le voci ottenute in conclave da Giovanni Colonna coll’assegnare l’11 agosto 1492 a questi la badia di cui era stato fino a quel punto commendatore; se non che la buona armonia fra Papa Alessandro ed i Colonna fu di breve durata; quella famiglia, la più potente di Roma, cercò di attraversare i disegni ambiziosi dei Borgia, i quali miravano a formarsi coll’arte e colla violenza una signoria a danno dei grandi. Giovanni dovette cercare ricovero in Sicilia, e venne spogliato dalla commenda, la quale durante il papato di Alessandro, venne amministrata da Luigi de Aspris palermitano.

Appena morto però Alessandro VI e venuta meno la potenza di sua famiglia, Giulio II richiamò Giovanni Colonna al reggimento dell’abazia. Nell’anno 1508 lo abbandonò questi al suo nipote il famoso Pompeo. Questo cardinale dotto e galante, viveva vita voluttosa e senza pensieri nel palazzo dell’abbazia, narrasi vi avesse portato la bella Marsilia, figliuola di Attilio Corsi, che aveva co-