Pagina:Ricordi storici e pittorici d'Italia.djvu/330

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in sé la storia di Roma, e dell’agro romano nei secoli di mezzo. Torbida, irrequieta, guerriera, avida di conquiste, fu sempre la prima a tener viva l’agitazione nella città. Diventata ricca per beni, per vassalli, non potè però mai, al pari di altre famiglie, di gran lunga più recenti, particolarmente nell’Italia superiore, riuscire a formarsi un principato indipendente, per la ragione che i suoi possedimenti trovavansi negli stati del Papa; quindi guerra continua con questi, e tendenza ad accostarsi al partito degli imperatori germanici. Brillò la casa Colonna assai più in guerra, che nella pace, tuttochè noveri fra suoi membri un Papa, Martino V, che pose fine allo scisma, e ben molti cardinali.

Delle scienze, delle lettere, fu poco benemerita, e sotto questo aspetto, ben più che i Colonna, brillarono alcuni Papi in parte stranieri, e le loro famiglie, delle quali sarebbe inutile qui ricordare i nomi. Pochi nomi di casa Colonna si rannodano al risorgimento delle scienze, delle arti, delle lettere, e non mai potrebbe guari fare menzione d’altri che del vecchio Stefano Colonna, amico di Petrarca, dei figliuoli di quello colti e distinti gentiluomini, e finalmente dell’illustre poetessa Vittoria Colonna, contemporanea di quelle due bellissime donne Giulia Gonzaga e Giovanna di Aragona, le quali erano entrate in quella casa.

L’origine della famiglia Colonna è incerta; pare però si deva ripetere da quei conti di Tuscolo, i quali erano possenti in Roma nel secolo X. Secondo questa asserzione del Muratori, alla quale si accostò pure il Coppi, stipite dei Colonnesi sarebbe stato il margravio Alberico, marito della troppo famosa Marozia, i cui discendenti, in numero di cinque, quasi l’uno dopo l’altro, occuparono la cattedra di S. Pietro. Il nome di Colonna comparve per la prima volta in principio del secolo XII con Pietro Colonna, di cui abbiamo fatta già parola. In quel perioco di tempo, appartenevano di già ai Colonna le città di Monte Porzio, e di Zagarolo. Ora, sia che i Colonnesi discendessero realmente dall’antica famiglia dei conti di Tuscolo, la quale