Pagina:Rime (Gianni).djvu/26

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prefazione. xxv

gliore. Ciò è accaduto in pochi casi, ma il lettore vedrà però in nota le varianti da noi rigettate e giudicherà se bene o male ci siamo apposti. E vedrà pure, come accadde pel sonetto: Amore eo chero mia donna en domino, che quando d’una poesia non conoscevamo che un sol testo, la riproducemmo nella lezione quasi diplomatica; giacché in questo caso il criterio critico dell’editore non può sostituirsi alla fonte manoscritta da cui deriva.

V. Questo il metodo da me seguito per la riproduzione delle rime di Lapo, che rappresentano tanta parte dell’arte dugentista. Perché Lapo, come mi studiai di dimostrare in un mio lungo scritto su l’opera sua, è uno dei pochissimi rimatori del dolce stil novo in cui si vedono le diverse tendenze dell’arte provenzalesca e guinicelliana modificarsi sensibil-