Pagina:Rime (Vittorelli).djvu/13

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te alcune; quantunque ignorandosi adesso i giornalieri accidenti, che le dettavano, e che io mascherava coll’allegoria, vadano esse a pericolo di riuscir fredde e spoglie affatto di certa loro gajezza nativa. Non eccettuo dalla ristampa il Poemetto giocoso de’ Maccheroni, Poemetto che io amo con predilezione paterna per essere uno de’ primi sforzi del mio piccolissimo ingegno, e che io scrissi non ben compiuto ancora l’anno vigesimo quarto dell’età mia. Certa gratitudine, che non si estinguerà nel mio cuore nè men per morte, fa che io vi raccomandi di ristampare la traduzione del celebre Endecasillabo del Conte Abate Roberti sul famoso Musaico ritrovato dal Cardinal Furietti fra i rottami della Villa di Adriano, e rammentato con onore da Plinio. Egli stesso l’Abate Roberti mi pregò, e mi eccitò a farla. Poss’io negare adesso questo contrassegno della mia fedele e ricordevole obbedienza a quella sempre cara e sempre venerabile Ombra? Non passa gior-