Pagina:Ritratto delle più nobili et famose città d'Italia.djvu/228

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

CITTÀ

tura intagliata nella porta de i Borsari di essa città, di tal tenore, colonia Augusrta Verona nova Gallieniana Valeriano II. & Lucillo Coss. Muri veronensium fabricati ex die III. Non. April. dedicati Pr. Non. Decemb. iubente Sanctissimo Gallieno Aug. N. insistente Aur. Marcellino. V. P Duc. curante, Iul. Marcellino. Onde per tale epitafio non solamente si può credere che fosse soggetta a’ Romani, ma che fosse dedutta Colonia, o siano nuovi habitatori in quella condotti, & poi nominata da Gallieno Imperatore, Nuova Galliena, havendola fatta ristorare. Sempre poi fu ubbidiente al Romano Imperio insino al principio della sua inclinatione. Nel qual tempo, anch’ella al meglio che potea si governava, secondo che facevano le altre città d’Italia. Et cosi rimase infino, che passò Attila nell’Italia, che la sacheggiò (come narra Paolo Diacono nel 15. lib dell’historie de i Romani) Dopo drizzando il capo alcuni tiranni, & nommandosi Imperatori,tra i quali fu Olibrio, Glicerio, Augustulo, & Odoacro Re degli Eruli, & Turingi, alcuna volta fu soggetta ad uno di quelli, & altre volte all’altro, infino che passò nell’Italia Teodorico Re degli Ostrogoti, mandato da Zenone Imperatore da Costantinopoli. Il qual superò Odoacro presso questa città & fece prigione, & poi l’uccise, & egli s’insignorì d’Italia. Al qual diede ubbidienza Verona, & così rimase sotto lui, & i suoi descendenti, insino alla morte di Totila, datali da Narsete Eunuco, capitano di Giustiniano Imperatore, presso a Caglio, ove furono rouinati i Gotti. Dipoi entrati nell’Italia i Longobardi, s’insignorirono primieramente di questa regione, & in Verona fu ucciso il loro primo Re Alboino da Peredeo, & Elmochilde, a suasione di Rosimonda Reina consorte del detto Re (secondo Paolo Diacono nel 2. lib. dell’hist. de i Longobardi, & Biondo nel 4.) Rimase poi Verona sempre a i Longobardi soggetta infin che fu pigliato prigione Desiderio Re da Carlo Nagno. La onde i Veronesi allora scacciarono fuori della città aldegiso Longobardo,& si dierono il sopradetto Carlo. Ilche etiandio fecero tutte le città della regione, scacciando i Longobardi (come scrive Biondo nell’undecimo libro.) Furono poi i veronesi soggetti a i Re d’Italia, creati da Carlo Magno, & da i suoi successori, & agli Imperatori, infino a i Berengarij, a Rodolfo Borgognone, Ugone di Arli, Lotario, & Adalberto. Ogniuno di essi affaticandosi (essendo mancato lo Imperio Romano ne’ descendenti di Carlo Magno) di farsi Imperatore (come dimostra Biondo nel 12. libro dell’histo. con Sabellico) poscia havendo ottenuto l’Imperio Ottone primo, ritornarono le principali città all’Imperio, tra le quali fu Verona (governandosi però a liberta sotto di quello) havendo ordinato i suoi Maestrati, & consigli, & fabricato il Carroccio per passare alla battaglia contra nemici bisognando. In questi tempi così governandosi le città d’Italia nella loro libertà sotto l’Imperio, facevano leghe, & compagnia infieme