Pagina:Ritratto delle più nobili et famose città d'Italia.djvu/229

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D’ITALIA 121

contra quelli che le offendevano, & parimente faceva Verona. Onde spesso fecero i Veronesi compagia co i Milanesi, e con altri popoli, & tra l’altre volte fu nel 1155. che essendo rovinato Milana da Federico Barbarossa, & poi ristorato dalle città colliegate, fi concordarono insieme i Milanesi Veronesi, Bresciani, Novaresi, & Vercellesi contra Barbarossa, & ragunati insieme combatterono con lui a bandiere spiegate a Barilano sopra la via, chi passa da Milano a Como, & lo ruppero ammazzandogli sotto il cavallo, essendo creduto ancor lui esser morto, havendo ucci so molti de i Tedeschi, pavesi, & Comaschi che erano in sua compagnia. Della qual vittoria ne fa memoria Biondo nell’antidetto libro, & Merula nel terzo. Adunque si governaoano in tal liberta sotto l’Imperio infino ad Ezzelino di Romano, che di capitano usurpò la signoria di essa, scacciandone Azzo da Este Marchese di Ferrara, creato podestà da i Maestrati, & dal popolo, benche in questo tempo sovente combattessero i Monticuli co i Conti di S. Bonifatio, alcuna volta pigliando il primato di essa i Monticuli cacciandone i Conti di 5. Bonifatio, & altre unite rssendone quegli scacciati,& questi anch’eglino pigliando detto primato con uccisione dell’una, & l’altra parte (come dimostra Torello Saraina nel prima libro dell’historie Veronesi.) Combattendo adunque costoro insieme per il primato della città, furono scacciati, & banditi d’essa i Conti di San Bonifatio da i Maestrati di quella, & vi fu introdutto come capitano Ezzelino antidetto il quale se ne insignorì, & la tenne soffocata con la sua tirannia anni 33. & fu ferito ne 1259. a Cassano, & portato a Soncino, ove morì. Morto il Tiranno fu eletto Podestà da i Maestrati, & popolo della città Mastino dalla Scala d’antica famiglia di Verona, ove erano dimorati i suoi antenati da dugento anni (contra quello, che dicono alcuni che era nuova famiglia in Verona.) Et per cinque anni in tal maestrato tanto prudentemente si diportò, che fu gridato perpetuo Capitano della città di tutto il popolo. Et così sempre saggiamente, & giustamente governando iniquamente fu ucciso da alcuni mali cittadini, nel 1273. e fu ripstlo in suo luogo con maggiore autorità da i Maestrati, e dal popolo Alberto suo figliuolo, il qual era homo savio, circospetto, magnifico, liberale sempre cercando con diversi modi la beninolenza de’ cittadini, honorandogli, facendo honorevoli conviti. Haveva Alberto due figliuoli, cioè Bartolomeo e Can Francesco (poi detto grande) qual’era molto armigero, per man del quale nel 1275. ottenne Parma, datali da i Rossi, e parimente Reggio, consignatoli dai Sanguinazzi. Pigliò etiandio la Signoria di Este, di Vicenza, dandosi ad Alberto i vicentini, e poi di Feltro, e di Cividale di Belluno. Havendo tenuto la Signoria di Verona con gran pace, e quiete anni 23. nel 1397. passò all’altra vita lagrimando tutta la città, lasciando Bartolomeo, e Can Francesco suoi signori (com’è detto) In luogo di cui fu creati da i Maestrati e popolo di vero-