Pagina:Rivista delle tradizioni popolari italiane, Anno I, 1893.djvu/663

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rivista delle tradizioni popolari italiane 655


Queste imprecazioni sono usatissime. È la giustizia umana quella che qui viene augurata, e che in Sardegna è piú temuta della giustizia divina. L’ultima di queste tre imprecazioni verrebbe tradotta cosí: la giustizia passi in casa tua e disperda persino la cenere del tuo focolare).

II. Bae in orommala. 11. Va in malora.

Anche questa è molto usata.

1*2. Bae a galera. 1*2. Va in galera.

18. Pacami Deu. 13. Pagami Dio!

Piú che imprecazione questa è una invocazione sacrilega.

Si chiede l’aiuto di Dio nella vendetta contro qualcuno che ci ha offeso. Si usa anche in segno di ringraziamento allorché si apprende qualche disgrazia accaduta al nemico, all’offensore.

14. Su diaulu tinche pinnichet.

15. S’andada ’e su fummu.

16. Bae a sa furca, a su corru ’e sa furoa.

17. Impiccau sias.

18. Bae, e chi non ti torres prusa bier.

19. Ancu tinche ghiren in battor.

14. Il diavolo ti involi.

15. L’andata del fumo.

16. Va alla forca, al corno della forca.

17. Appiccato sii.

18. Va e che non ti veda piú di nuovo.

19. Che ti riportino in quattro.

Si capisce, ucciso, morto o assassinato.

20. Ancu tinche ghiren in su carni o in lettu ’e sida.

20. Che ti riportino sul carro o in un letto di frasche.

Sempre ucciso, s’intende.

21. Incantau sias!

22. Corfu’e balla.

21. Incantato sii.

22. Colpo di palla!

Anche questa è usatissima. Vorrebbe dire: che tu sii colpito da una palla! Si usa assai come intercalare.

23. Cor Ai ’e balla a s’ischi na.

24. Corfu ’e bulla chi ti trunchet sa bena e su coro.

25. Su diaulu chic ti reghet in terra.

26. Su dialu cliie a prima t’hat batti u a su mundu.

27. Maleitta s’aima chi ti cheret bene.

28. Bae, e chi ti siati sos passos contaos.

29. Siccu sias.

30. Sa mauu che sa ’e su milesu, chi contabat s’aranzu a pedes.

23. Colpo di palla alla schiena.

24. Colpo di palla che ti tronchi la vena del cuore.

25. Al diavolo chi ti regge sulla terra.

26. Al diavolo chi prima ti portò al mondo.

27. Maledetta l’anima che ti vuol bene.

28. Va e che ti sieno i passi contati.

(Cioè, che muoia presto, in modo che i passi che farai d’ora in avanti sieno in numero da potersi contare».

29. Secco sii.

30 La mano come quella del milese che contava l’arancio coi piedi.

Perchè senza mani. Milese, di Milis, villaggio sardo, famoso per i suoi aranceti. I Milesi vanno di qua e di lá per l’isola, vendendo aranci. Pare che a Nuoro ce ne sia stato uno senza mani. D’onde l’origine di questa imprecazione. I giovinotti, a Nuoro, hanno l’abitudine, proprio di gente incivile e barbara, di toccare le popolane quando le incontrano per le strade. Le piú forti reagiscono, scagliando magari delle pietre