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654 rivista delle tradizioni popolari italiane


BESTEMMIE E IMPRECAZIONI.

(FRASTIMOS E IRROCOOS).

1. Punta, su verme a zunta,
     su verme a corcarju,
     punta ’e atarju,
     punt ’e aliderru,
     su corpus inoche, s’anima in s’ifferru.

Colpo, i vermi a manate,
i vermi a cucchiaio,
colpo di acciajo,
colpo di cerro,
il corpo qui, l’anima nell’inferno.

Riesce quasi impossibile rendere il senso perfidissimo di questa imprecazione. Per colpo s'intende colpo di pugnale, di pugnale d’acciaio col manico di legno di cerro. L’anima nell’inferno ed il corpo qui, in questo mondo, ma disotterrato, così pieno di vermi che gli si possano misurare a manate, o col corcarju, che è un cucchiaio assai grande, formato dalle unghie dei buoi o di altri animali, usato dai pastori, negli ovili.

2. Sale, salinde, salia,
a sale ingresu,
e vintichimb’annos de male franizesu.

2. Sale, salando, salata,
a sale inglese,
e venticinque anni di mal francese.

Questo è una specie di saluto. Invece di dir salute salude, le ragazze allegre di Nuoro, incontrandosi per strada, delle volte, una dice sale, e l’altra di rimbecco salia, salata. Di qui è originata questa imprecazione.

A Nuoro le imprecazioni sono usatissime. Pare che il discorso, anche se affettuoso e famigliare, non possa reggersi senza imprecazioni. Sono usate quasi come intercalari e il piú delle volte vengono espresse senza alcuna cattiva intenzione.

3. Zia Maria,
     tronos e lampos,
     allargu oche sia.

3. Zia Maria,
     tuoni e lampi,
     lontano io ne sia.

1 tuoni e i lampi sono augurati naturalmente a zia Maria.

4. Su diaulu su santu chi t’á fatta. 4. Al diavolo il santo che ti ha fatto.

Questa bestemmia, che è quasi l’unica vera bestemmia dei Nuoresi, è nello stesso tempo la piú usata delle imprecazioni.

5. Su diaulu sa marna chi t’á frttu. 5. Al diavolo la madreche ti ba fatto.
6. Raju ti folet e non bi codiet prughere. 6. Raggio (fulmine), ti piombi e non ci lasci polvere (di te).
7. Anchu sias isperdiu, tue e sa zenerassione tua, chi no s’aocattet tua, prus radichina. 7. Che sii disperso tu e la generazione che non si trovi piú radice,
8. Maleittu chie ti fachet bene. 8. Maledetto chi ti fe del bene.

È il credo che vien cantato nei funerali, vicino alla bara del defunto.

10. Zustissia ti brussie, zustissia t’incantet Zustissia bi oolet e non lesset mancu chisina. 10. La giustizia ti bruci, la giustizia ti incanti (cioè ti inebetisca). Giustizia passi e non lasci neppure cenere.