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92 rivista di scienza

damentale della teoria della discendenza era stato enunciato già molto prima da diversi studiosi e pensatori, e innanzi tutto dal Lamarck. Darwin rivolse l’attenzione sugli animali domestici e sulle piante coltivate, che dall’uomo manifestamente sono stati a poco a poco cambiati e migliorati, tanto da scostarsi talvolta in modo notevole dalle forme originarie della razza.

Da queste trasformazioni degli animali domestici e delle piante coltivate, Darwin dedusse la variabilità delle specie in generale. Come, per es., per mezzo di una selezione esercitata per secoli dagli allevatori, dal piccione selvatico sono state originate tante e differenti razze, così anche nella natura da una forma originaria unica poterono svilupparsi diverse forme animali.

Darwin dimostrò che anche nella natura ha luogo una specie di selezione, una selezione naturale, sulla quale la lotta per l’esistenza compie l’opera cernitrice, proprio come l’uomo in passato nell’allevamento delle piante coltivate e degli animali domestici scelse ed allevò quelle forme che gli sembrarono più utili o più belle.

Come è noto tutti gli animali si moltiplicano in tale misura, che è impossibile che, coll’andare del tempo, ogni individuo rimanga in vita. Una parte della discendenza di tutti quanti gli animali viene distrutta da nemici, da malattie parassitarie, da condizioni climatiche sfavorevoli, da mancanza di nutrimento o da altre circostanze contrarie. Ogni individuo di una specie animale deve quindi in certo modo sostenere una lotta per la sua esistenza, e secondo la sua costituzione scamperà più facilmente o difficilmente ai diversi pericoli. Per conseguenza, alla lunga possono restare soltanto quegli animali, che sono organizzati in modo adatto alle loro condizioni di vita. Tale è il concetto fondamentale della teoria Darwiniana della lotta per l’esistenza e della selezione naturale.

L’adattamento allo scopo che si manifesta nella costituzione degli animali e delle piante ha così trovato in Darwin una spiegazione naturale, e in ciò consiste precisamente la grande importanza filosofica della dottrina della selezione. Ciò che a noi appare come adatto allo scopo, è quanto è capace, nella lotta per l’esistenza, di esistere e di resistere. Questo adattamento si è prodotto dunque pel fatto che fra le diverse forme animali, si conservava ogni volta soltanto quella