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analisi critiche e rassegne 177

Naturalmente la catena della glugil-glucina:

NH2CH2 . CO . NHCH2 . COOH


può essere prolungata a piacimento; e allo stesso modo può ottenersi l’unione di aminoacidi diversi.

Questi polipeptidi ottenuti dal Fischer sono in gran parte solubili in acqua, ed insolubili in alcool (eccetto qualcuno); formano sali con gli acidi minerali e con gli alcali, avendo essi, come del resto anche le proteine, caratteri basici e acidi; sono cristallizzabili, e fondono quasi tutti sopra i 200°, scomponendosi; contrariamente agli α-aminoacidi, che hanno sapore dolciastro, sono debolmente amari o insipidi, come i peptoni; contrariamente agli aminoacidi, i polipeptidi attivi sulla luce polarizzata hanno di regola un forte potere di rotazione; all’acido fosfowolframico reagiscono i dipeptidi semplici come gli α-aminoacidi, ma col prolungarsi della catena aumenta in loro la capacità d’essere precipitati. Di molto interesse è il fatto che alcuni polipeptidi, specie i più complessi, presentano la così detta reazione del biureto, cioè colorano in violetto il liquido in cui si trovano sciolti, quando vi si fa agire il solfato di rame in soluzione fortemente alcalina, reazione fra le più note dei peptoni e delle sostanze proteiche.

Per quanto riguarda l’idrolisi, i polipeptidi artificiali si comportano come i peptoni e le proteine: cinque ore di cottura in acido cloridrico concentrato sono sufficienti per scinderli completamente in aminoacidi. E finalmente Abderhalden e Fischer hanno dimostrato, indagando ventinove polipeptidi diversi, che alcuni di questi sono digeriti dal succo pancreatico, il cui potere idrolitico sui medesimi dipende in parte dalla natura degli aminoacidi onde sono composti, in parte dal loro ordinamento, inoltre dalla lunghezza della catena e specialmente dalla configurazione della molecola; in quanto che, di regola, vengono scisse solo le combinazioni resultanti di aminoacidi esistenti in natura e otticamente attivi; di guisa che, mediante il succo pancreatico, i polipeptidi possono essere distinti in classi diverse.

Come si vede, dunque, Fischer, è riuscito ad ottenere per sintesi corpi, che non sono ancòra, è vero, nemmeno i più semplici peptoni naturali conosciuti, ma che evidentemente rappresentano lo pietre onde resulta costituito l’edifizio e dei peptoni e delle proteine.

Ma l’interesse delle indagini del Fischer non consiste solamente nell’aver egli trovato la via che probabilmente condurrà alla sintesi delle proteine, bensì anche nell’aver gettato molta luce sulla struttura di questi corpi maravigliosi, nell’avere scoperto in che maniera i gruppi atomici più semplici, gli aminoacidi,

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