Pagina:Rivista di Scienza - Vol. I.djvu/253

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il concetto di specie in biologia 243

che corrispondono con soddisfacente approssimazione alla realtà.

Oltre al numero delle vertebre, molti altri caratteri, esprimibili numericamente, possono essere stabiliti, sia, che si tratti, come per le vertebre, di parti che si possano contare (le squamme carenate ventrali p. es.), sia di misure (larghezza del cranio, distanza delle pinne dall’apice del muso, ecc.).

In quest’ultimo caso si introduce, naturalmente, una nuova causa d’errori, gli errori in cui si incorre in ogni misurazione; ma con qualche opportuna precauzione essi possono essere resi praticamente trascurabili.

Heincke giustamente insiste sulla necessità di tener conto soltanto di caratteri esprimibili con numeri, come quelli, che, soli, possono condurre a risultati scientificamente attendibili. Per tutti i caratteri di tal genere presi in esame, si verificano le leggi cui abbiam veduto sottostare il numero delle vertebre. Verificando quindi il modo di comportarsi dei singoli individui rispetto a detti caratteri nelle varie razze locali, il Heincke venne alle seguenti conchiusioni:

1° È dimostrata l’esistenza di razze locali dell’Aringa.
2° Le razze dell’Aringa si distingono per molti caratteri, e, in generale, per i medesimi caratteri pei quali si distinguono fra di loro le specie del genere Clupea.
3° Di regola le razze molto distinte fra di loro geograficamente, o, meglio, fisicamente, cioè quelle, che vivono sotto condizioni esterne molto diverse, sono, in certi caratteri, molto più diverse di quelle che vivono insieme.

Ma se questo motodo di distinguere le differenze fra le varie razze mediante l’esame dei singoli caratteri permette di dimostrare l’esistenza di diverse razze, esso non permette del pari di riconoscere con sicurezza se un dato individuo, preso a caso, appartenga ad una o ad un’altra razza. Infatti, confrontando fra di loro le deviazioni dalla media d’un carattere qualunque, che possono presentare i singoli individui, si vede subito che individui di razze diverse possono coincidere in un carattere, avere cioè, p. es. uno stesso numero di vertebre, o di squamme carenate ventrali, ecc.

Ma l’osservazione dimostra che quanti più sono i caratteri presi in esame, tanto più è raro trovare tali coincidenze in tutti i caratteri; che questi vari caratteri sono indipendenti l’uno dall’altro e si trovano riuniti in ogni singolo