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analisi critiche e rassegne 401


l’autocampo. Se allora era 1800η la carica per unità di massa materiale, la stessa carica spetterebbe adesso all’unità di massa apparente m + m0. Ma, per m + m0 = 1 ed m0 non addirittura trascurabile, la massa materiale m, cui compete la carica 1800η, risulta più piccola dell’unità; la carica specifica sarebbe perciò maggiore di 1800η.

L’inconveniente di dover attribuire ad atomi materiali cariche di gran lunga superiori a quelle, di cui li indicano capaci i fenomeni elettrolitici, scompare immediatamente tosto che si rinunci ad attribuire alla carica mobile un substrato materiale, ammettendo invece che l’inerzia sia tutta di origine elettromagnetica.

Allora il rapporto

non ha più nulla a che fare colla materia ponderabile, ma soltanto, in virtù della (6), colla carica e colle sue dimensioni.

Sostituendo per m0 il valore (6), abbiamo dalla precedente espressione di ,

(9) .

Se ne trae una conseguenza interessante, ove si accetti la concezione atomistica dell’elettricità, secondo cui la carica elettrica primordiale ed indivisibile è l’elettrone (carica dell’ione elettrolitico monovalente) e le particelle costituenti le radiazioni (catodiche ed affini) sono altrettanti elettroni.

L’e della (9) ha allora invariabilmente il valore 3•10— 10 (in unità elettrostatiche), proprio dell’ione elettrolitico.

Si noti che la concezione atomistica è fortemente suffragata dal fatto che la carica degli ioni gasosi si riscontra pressochè identica a quella degli ioni elettrolitici1.

Posto nella (9) e = 3•10— 10, ove si tenga conto che, in unità elettrostatiche, η vale 9660 • 3 • 10— 10, o, in cifra tonda, 104 c, si trova:

,


  1. La effettiva determinazione di tale carica — che Sir Oliver Lodge (Electrons, London, Bell, 1906, pag. 79), non esita a dichiarare uno dei più brillanti risultati della moderna fisica sperimentale — è dovuta ai Sigg. J. J. Thomson e C. T. R. Wilson, e fu poi perfezionata e semplificata dal Sig. H. A. Wilson (A determination of the charge on the Ions, etc., «Phil. Mag.», (6), 5, Aprile 1903). Tutte queste ricerche sono fondate sopra uno speciale fenomeno: la condensazione e conseguente precipitazione del vapor acqueo, che si produce in aria purissima, soprasatura, quando venga attraversata da scariche o da radiazioni elettriche.
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