Pagina:Rivista italiana di numismatica 1888.djvu/151

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126 cronaca

moderno. Basta farne il confronto per persuadersene. Si direbbe anzi che l’autore non possedendo la moneta l’abbia copiata direttamente dal disegno della Tavola sudd. dell’opera del Promis. Di queste monete ne abbiamo già vedute due in commercio; questi due esemplari, che erano di bellissima conservazione, furono poi battuti col martello sulla leggenda e specialmente sull’orlo per farle apparire usate.

Poco tempo fa ci occorse di vedere questa identica moneta riprodotta in oro, del peso di una quadrupla (gr. 13,800).

Pare che i nostri falsificatori abbiano ora cessato di occuparsi delle monete in argento consolari e delle medioevali comuni, di cui hanno invaso il commercio, per darsi a qualche cosa di più prelibato e peregrino.

E. G.


Contro i falsarii. — Nella Numismatische Zeitschrift, il Sig. K. Hoffmann espone un suo metodo per riconoscere le monete d’oro false, basandosi sul loro peso specifico.

Ringraziamo la Redazione dell’Annuaire parigino, che annuncia con gentili parole la comparsa della nostra Rivista.

La medaglia alla Duchessa di Galliera. — Il 17 marzo, in Genova, una commissione municipale si recò al palazzo della Duchessa di Galliera, a presentare all’illustre gentildonna la medaglia d’oro coniata in di lei onore per testimoniarle la gratitudine della cittadinanza per l’erezione dell’Ospedale di Sant’Andrea in Carignano.

La medaglia porta un magnifico ritratto intorno a cui sta la scritta:

Honori. Duc. Gallierae. Patriciae, Munificentissimae.

E più sotto:

Ex. Decr. ord. Genuensis. An. MDCCCLXXXVII.

Betro poi si legge la bella epigrafe dettata dal professore Pizzorno. Eccola:


nosocomivm
in cariniano colle
extrvctvm
exempla
liberalitatis antiqvae
renovata