Pagina:Rivista italiana di numismatica 1888.djvu/170

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appunti di numismatica romana 145

libertà del disegno, seguendo l’esempio degli zecchieri di quel tempo, i quali si erano presa ogni licenza nella parte ben più importante della monetazione, voglio dire nel peso delle monete d’oro e nella lega di quelle d’argento.

Dopo Gallieno ritorniamo nella regola generale; e senza dilungarci troppo fermandoci ad ogni nome, accenneremo solo che sotto tutti i seguenti imperatori le teste a sinistra sono sempre eccezioni più o meno rare.

Non ne troviamo un certo numero che sotto il regno di quel fecondissimo coniatore di monete che fu Probo, la cui serie numismatica è forse la più ricca di varianti.

Ma, tornando ai nostri due denari di Trajano, noterò ch’essi provengono da un abbondantissimo ripostiglio scoperto alcuni anni sono nel Piemonte ed erano i soli fra parecchie mìgliaja di denari di Trajano e Adriano.

Siamo all’epoca più splendida dell’arte romana e questi due denari sono il prodotto di un’arte finissima, come si potrà osservare alla tavola. Alto ne è il rilievo, accuratissimo il conio, correttissimo lo stile, quale anzi meglio si addirebbe alle monete d’oro che a quelle d’argento.

Noto questo per concludere che i due denari in discorso, di buonissimo argento, escono dalla zecca ufficiale di Roma, e non possono in alcun modo esser creduti l’opera di un falsario. — Sono dunque il prodotto isolato del capriccio di un incisore? o furono così fatti ad un determinato scopo? Rappresentano essi una prova non adottata? — E perchè abbiamo due soli esemplari colla testa a sinistra in tutto il regno di Trajano, mentre subito dopo con Adriano vediamo diffondersi tale uso poco meno che al tempo