Pagina:Rivista italiana di numismatica 1888.djvu/349

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310 giovanni mulazzani


Per due secoli fino al sistema del 1778 fu altra moneta dominante in Lombardia, ed assai ricercata fuori. Sì di questo nummo, com’era stato del ducatone, è mio debito di avvertire, che furono stampati in grande quantità spezzati, cioè mezzi, quarti ed ottavi. Ritrovati sono questi, che fanno testimonianza del grossolano talento, che informava i corpi del Governo spagnuolo per l’abbandono ch’esso fece della lira e delle sue regolari e semplici divisioni in 10 soldi, in 5, in un soldo, poco o niente coniate, per dar luogo a frazioni di monete atte a niente altro che ad imbarazzare le genti nelle loro comuni contrattazioni.

FIORINO D’ORO — Famosa moneta del medio evo inventata dai Fiorentini nel 1252, ed imitata relativamente alla sua sostanza, peso e bontà, prestamente da noi ed in tutta Italia ed anche fuori. Già si è veduto di sopra degli equivalenti nostri ambrosini d’oro e ducati sforzeschi; ora rimane a dire dei fiorini viscontei. Tutti i principi di quella nostra prima dinastia, che usarono del privilegio della zecca, fecero, eccetto Azone, batter fiorini con tipi loro proprii, vale a dire con iscrizioni analoghe, e simboli araldici di famiglia. Fiorini perciò si contano di Luchino e dell’arcivescovo Giovanni, di Bernabò e Galeazzo del conte di Virtù, di Giovanni Maria, di Filippo Maria, fabbricati a Milano, a Bologna, a Siena ed a Genova, tutti fuori di quello dell’ultimo duca rari e rarissimi per non dire di alcuni introvabili. Esimia n’è la bontà cioè a 1000, il peso d. 2,21,336, costantemente mantenuto anche quando a Fiorenza nel 1402 fu diminuito notabilmente1,

  1. Zanetti. Raccolta, etc, T. I, 262.