Pagina:Rivista italiana di numismatica 1888.djvu/350

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studii economici sulle monete di milano 311

certificandolo i fiorini di Giovanni Maria e Filippo Maria; il prezzo in fine dai soldi 32 imperiali del 1364, in cui se ne ha per documenti notizia positiva era salito nel 1447 all’estinzione dei Visconti alle L. 3,4 cioè al doppio1, cosicché questa moneta in due secoli circa, contando dall’ambrosino, identico pezzo, apprezzato soldi 20 terzaroli al suo nascere, 10 imperiali, aveva sestuplicato e più di valore nominale. E per soddisfare al debito più sopra incontrato accennerò al valore del ducato di Spagna di Milano, Venezia, Firenze, Ungheria, e Turcheschi tutti vecchi registrato nella già citata grida del 1684 di L. 7, per concludere, che sul finir del secolo XVI corse per quattordici volte l’originario suo prezzo.

Dal fin qui detto vedemmo l’ambrosino repubblicano cedere il posto al fiorino visconteo, e questo al ducato sforzesco, presto vedremo questo identico nummo assumere altra denominazione alla voce abbasso di zecchino dove ne faremo l’illustrazione.

FIORINO D’ORO DA SOLDI 38 ― Non fu ai suoi dì moneta reale ma immaginaria ossia di conto, che si calcolava vale a dire colla penna, e non si contava in mano; ed eccone la spiegazione e la sua origine alla fine che in succinto vado a narrare. Allorquando il conte di Virtù alterò nel 1391 la moneta d’argento dei grossi da 2 soldi, e successivamente dei soldi, impastandoli con quella riprovevol lega che fu denunziata indietro2, e sarà analizzata a suo luogo, inevitabile divenne nelle private contrattazioni l’alzamento del fiorino d’oro, di cui motto non era stato fatto in alcun editto, non dipendendo il valore delle monete dalla volontà del principe, ma dalla propor-

  1. Argelati. T. II, pag. 14, N. 105.
  2. Capo II. Bontà dell’argento.