Pagina:Rivista italiana di numismatica 1888.djvu/356

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studii economici sulle monete di milano 317

grammi 5 residuantisi per il titolo di 0,900 a puri 4,600 pari ad antichi gr. 88, eccedenti quindi dalla misura teresiana di 68 poco meno. La lira stabilita sopra fondamento cadevole di un antico Concordato fra i principi tedeschi del 1754 conta allo stesso titolo d. m. 4 grani 3,30 25/27; in conseguenza è più leggiera.

LIRA DOPPIA — Di più sorta se ne coniò dai duchi Sforza sul tramonto del secolo XV, in cui lo stato di Milano, come Italia tutta si trovò all’apice della ricchezza, ma sono cose rarissime e da noi considerate. Per altre ragioni i re di Spagna Filippo II, III e IV padroni delle miniere d’America continuar le poterono. Napoleone all’età nostra le riprodusse sull’esempio francese.

LIRA TRIPLA — Nei Cimelj più cospicui della città nostra se ne rinviene dei duchi Sforza sopradetti, ed anche di Luigi XII, coniate tutte, compresi i pezzi doppi nominati di sopra, sullo stampo semplice, per cui la lamina è grossa del doppio e del triplo.

LIRA QUADRUPLA — Più che moneta esiste di due stampi come medaglia introvabile, ed è del II e IV Filippo. Collo stesso sistema monetario, che fu inalterato sotto quei monarchi, la bontà per una bizzarria che non ha spiegazione essendosi voluto comporla diversa ne derivò la differenza del peso minore nel secondo pozzo a 1,000, che non è dell’altro a 0,968.

Mezza lira — Ossia da 10 soldi. Parte aliquota della lira, coniata per la prima volta nel 1474 contemporaneamente alla lira dal secondo duca Sforza, come dicemmo di sopra. Interrotta dai successori di