Pagina:Rivista italiana di numismatica 1888.djvu/408

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necrologia 369

quale suolsi difficilmente rinvenire nelle opere d’indole generale.

Non è mio compito fare l’elogio di questo libro, che oggi è per le mani di tutti i raccoglitori italiani e che è diventato un manuale classico. Alla seconda edizione, aumentata dei medaglisti anonimi, il signor Armand fece seguire l’anno scorso un terzo volume di giunte e correzioni, che non ebbe tempo di rifondere coi due primi, lavoro che sarà forse compiuto in avvenire da’ suoi discepoli.

Chi ebbe la fortuna di essere in relazione col signor Armand può attestare quanto egli valesse anche nel rapporto della vita sociale. Cortese e buono con tutti, era specialmente benevolo per coloro che lo intrattenevano di cose relative a’ suoi studii, e in tutte le sue azioni, in tutte le due parole e le sue lettere appariva quello che era realmente, un uomo di grande cuore.

Vedovo e senza figli, egli lasciò erede universale il signor Prospero Valton, gentiluomo e studioso di grande valore, che gli fu amico più che intimo e che gli fu di molto aiuto nella compilazione del lavoro sui medaglisti; lasciò anche due legati alla Biblioteca Nazionale di Parigi per i dipartimenti delle stampe e delle medaglie, e altri legati di beneficenza assegnò alla Società degli Architetti e alla Scuola di Belle Arti.

Noi Italiani dobbiamo essergli riconoscenti per l’amore con cui studiò le cose nostre e per il contributo ch’egli portò alla storia della nostra arte; ma chi di noi lo conobbe e sperimentò la sua affabilità e il suo buon cuore non può a meno di consacrare alla sua memoria un rimpianto e un culto che non può essere che vivo e sincero.

U. Rossi.