Pagina:Rivista italiana di numismatica 1888.djvu/433

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394 cronaca

Gabinetto Numism. di Brera. — In relazione all’articoìo dell’illustre C. Cantù, pubblicato nell’Archivio Storico Lombardo (Anno XIV, fasc. III, pag. 575), intorno al Gabinetto Numismatico di Brera ed alla scarsità di documenti e notizie di questo Istituto anteriori all’anno 1796, venne poi pubblicata nel fasc. IV, pag. 887, dello stesso periodico, una lettera del Conte Giorgio Giulini, risguardante un cambio di monete progettato fra il Gabinetto stesso e il Conte Pietro Verri.

Ora il Cav. Amilcare Ancona ci comunica la seguente lettera, che si trova fra gli autografi della sua collezione.

È la risposta del Conte Pietro Verri al Conte Giulini.

Carissimo e ornatissimo Amico,

“Sono contentissimo del contratto progettato e vi sono pieno d’obbligazione per la fatica che tanto gentilmente avete sofferta per me. Ii comunicarmi poi il vostro arbitramento è un effetto di quella bontà e grazia colla quale mi onorate.”

“Il mio promemoria l’ho umiliato a S. E. Con. Firmian e S. A. R. non ne ha saputo niente, sarebbe perciò opportuno che vi compiaceste di sostituire al nome del Principe quello del Ministro.”

“Mi figuro che poi il vostro scritto vi compiacerete di darlo al Sig.r Conte Durini: ma in tutta confidenza io vi significherò un anecdota la quale vi persuaderà forse per l’amicizia che vi degnate d’avere di me a diferire un paio di settimane.”

“Oltre la subordinazione che io debbo a S. A. R. per ufficio ne sento un’altra ancora più cara e forte ed è quella dei beneficj; jeri coll’occasione che era da lui ho volato palesare a S. A. R. la mia supplica data per questo cambio perchè non voleva fargliene un mistero. Quel principe colla clemenza sua ordinaria mi ha fatto capire che il cambio non gli piace e che posto che non v’è serie me le vuol far donare le quindici monete che desidero. Farmi che per far questo egli voglia scrivere a Vienna e mi ha detto di sospendere frattanto alcun poco il cambio. L’oggetto è tanto piccolo per il Governatore Arciduca che se lo dimenticasse sarebbe cosa assai naturale; allora starei più imbrogliato che non sono adesso.”